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Il sito conventuale della Gabbia
Convento di S.FrancescoBrevi informazioni di carattere storico-artistico di www.csrnet.it E' situato in località "Gabbia". I documenti più antichi sono conservati nell'archivio parrocchiale di Salizzole, si tratta di una scatola plumbea contenente due listelle pergamenacee del 1496, redatte in occasione della consacrazione della chiesa stessa; la scatola venne scoperta agli inizi del secolo dallo storico Carlo Cipolla. La Chiesa era più piccola di come appare attualmente, l'ampliamento avvenne nel 1692 ad opera della famiglia Rolandi come ricorda l'iscrizione immurata sopra la porta di ingresso dell'edificio: Nella chiesa vi sono tre altari: il maggiore, moderno, liturgicamente adeguato alle disposizione del Concilio Vaticano II, ha sostituito il vecchio altare di pietra trasportato nella parrocchiale di Salizzole. Il ciborio eseguito nel 1990 è ornato da formelle di Dante Casari, in prevalenza a tarsia lignea con soggetti francescani: I primi Cinque Martiri dell'Ordine; il Serafico d'Assisi col libro della Regola; lo stemma francescano; S. Chiara con l'ostensorio; la Vergine del Perdono. Sopra l'altare è appesa una copia del Crocefisso di S. Damiano nota opera bizantineggiante dell'omonima chiesa d'Assisi. L'autrice, Maria Teresa Borghesana, ha aggiunto ai piedi della croce le immagini dei Ss. Francesco e Chiara nonchè la chiesetta della gabbia. Quanto all'immagine della Vergine col Bambino l'affresco già all'inizio del nostro secolo si presentava molto danneggiato. La tela, S. Francesco che riceve le stimmate, di ignoto autore del XVII secolo, un tempo nell'abside, è stata trasferita sulla parete destra della navata. Il pittore, di buona scuola, dimostra anche particolare attenzione all'ameno paesaggio della Verna che fa da sfondo a S. Fracesco e a frate Leone. D.O.M.
SS. ANTONIO TAVMATVRGO ET MAVRITIO MARTYRI DEDICATVM ossia dedicato ai Ss. Antonio di Padova e Maurizio, quest'ultimo comandante della legione tebea. La bella pala di cui venne autorizzata la collocazione nel 1756, mostra la Vergine col bambino in gloria e i Ss. Antonio e Maurizio. L'altare di fronte si dimostra tardo barocco nella mensa a monoblocco, mentre nella parete superiore parrebbe rimaneggiato in epoca più tarda, come ricorda l'iscrizione forse relativa ad un intervento nel 1823: ELEMOSYNIS ANNO MDCCCXXIII E' dedicato alla madonna della neve la cui devozione in loco risulta già viva nel XVII secolo, mentre alla fine del seguente si ha testimonianza della presenza di ex voto oggi scomparsi. Vicino a questo altare sta appesa una Adorazione dei Pastori copia della grande tela di Paolo farinati. Nella cella campanaria stanno due sacri bronzi, il minore dei quali non reca epigrafi, mentre il maggiore presenta una decorazione e la scritta: 1739 PATAVINUS FONDITOR IN VERONA LVCIVS DE RVBEIS. Rognini L., Contenuti artistici dell'oratorio S. Francesco alla gabbia.
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