I risicoltori si dicono soddisfatti dell’annata 2005 soprattutto in termini di qualità del prodotto
Vialone nano, il raccolto è super
Annata buona per il vialone nano veronese. Se il successo di risi e risotti nella 39^ edizione della fiera del riso ha fatto contenti risottari e riserie, il raccolto del bianco cereale che si è ultimato in questi giorni rende contenti i produttori. La maggior parte delle aziende risicole - sono poco più di una decina nel territorio comunale e una trentina in tutto il Basso veronese, produttrici in prevalenza di riso della qualità vialone nano, e in misura minore anche di carnaroli e arborio - si dice soddisfatta della produzione non tanto in termini di quantità forse inferiore allo scorso anno, anche perché alcune risaie sono state colpite dalla grandine, ma per la qualità del riso, che ha chicchi senza difetti o macchioline e di colore perlato.
«Il raccolto di vialone nano è di qualità eccezionale», dice Ernesto Artegiani, presidente del Consorzio di tutela del riso vialone nano veronese, «anche se la produzione media per ettaro è più bassa dello scorso anno, la resa in riso bianco è di cinque punti più alta, pari a 62 chili di riso per un quintale di risone. Il nostro è un riso che non teme concorrenza perché è un prodotto destinato soprattutto al consumo locale e perchè nonostante siano stati fatti molti tentativi, nessuno è ancora riuscito a fare un riso che solo assomigli come qualità al nostro vialone nano».
Sulla qualità della produzione concorda Renzo riccò: «Come quantità è un anno nella media», dice, «e come qualità è un bel riso»; e anche Maria Grazia Cancan: «La produzione è buona, superiore alle aspettative, perché in agosto la stagione è stata brutta, e poi abbiamo trebbiato sotto l’acqua». «Siamo soddisfatti», dice anche Giuseppe melotti, «perché anche se manca qualche quintale per ettaro rispetto all’anno scorso, la qualità è da dieci e lode, migliore rispetto a quella già buona del 2004. Quest’anno infatti la maturazione è stata molto lenta, perché alla fine di luglio, quando le cariossidi sono ancora di sostanza lattosia, la temperatura non è stata troppo elevata. Nell’estate caldissima del 2003 il riso era maturato troppo velocemente sulla pianta, tanto che l’avevamo tagliato il 25 di agosto, e teneva meno la cottura».
«L’annata è andata bene dal punto di vista produttivo», conferma Michele Rossi, presidente della Cooperativa ‘La Pila’ che raccoglie 15 produttori dei comuni del territorio di produzione del riso con il marchio europeo dell’Identificazione geografica protetta, che coprono una superficie produttiva di 500 ettari. «Ma». continua, «è il mercato che, per ora, non ripaga lo sforzo e la capacità produttiva. Il problema infatti è il prezzo che è partito basso, oggi come oggi siamo al costo di produzione, un fatto che non dipende da noi ma da logiche di mercato legate al gioco delle riserie acquirenti di materie prime».
Entro la fine dell’anno le aziende produttrici che lo vorranno, potranno richiedere il bollino del marchio Igp da applicare sulle confezioni; per ottenerlo dovranno autocertificare la qualità del prodotto e sottostare ai controlli che l’Ente nazionale risi effettua a campione.
Mariella Falduto
Fonte: L'Arena
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