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ISOLA DELLA SCALA. In ospedale e nella casa di riposo sbarcano i volontari di Ridoridò seguaci di Patch Adams

Tanti auguri dai clown a bambini e anziani

Sei clown augurano Buon Natale all’ospedale e alla casa di riposo. Con i loro costumi colorati, le grandi sacche piene di dolci, trombette e palloncini hanno portato la comicoterapia nel reparto di pediatria e nel salone della Benedetto Albertini. Lo fanno ogni sabato, ma questa volta Marcolino, Piumino, Coccolina, Pan di stelle, Panzarotto hanno accompagnato Babbo Natale. Sono tutti soci dell’associazione senza scopo di lucro "Ridoridò" di Ca’ di David, seguaci di Patch Adams, il medico statunitense (è previsto il suo ritorno per la fine del mese di febbraio ) padre della comicoterapia. È il convinto sostenitore del fatto che la sofferenza, la noia e la paura non possono essere curati con una pillola, che i medici devono curare le persone non le malattie e che l’antidoto a tutti i mali è l’ umorismo: la risata ha un potere terapeutico, ovvero il riso fa buon sangue.
«Noi siamo anche convinti che si può essere utili divertendosi e facendo divertire», dice Marco Nordera, Marcolino, diminutivo in contrasto con il suo metro e quasi novanta di altezza. Lui egli altri, Mario Carletti, Simonetta Passaia, Luisella De Guidi, Elena Ferrari, Stefano Sautto, non sono solo travestiti da clown, ma si sentono tali. Hanno tutti un lavoro «normale»: impiegato, agente teatrale, libero professionista, operatrice socio-sanitaria, maresciallo dell’aeronautica, ma hanno frequentato corsi con psicologi e altri clown per poter dedicare il loro tempo libero ad aiutare chi soffre.
I bambini ricoverati in pediatria, vedendoli arrivare sembrano impauriti, ma in pochi minuti si lasciano attrarre dai palloncini colorati a forma di spada o di cappello, e interagiscono con i clown. Alla casa di riposo sono da tempo in confidenza con gli ospiti. Florindo, 92 anni, amico di Marcolino, gli presenta la sua fidanzata di dieci anni più giovane. «Il sorriso di un bambino malato o di un anziano», commenta Marcolino, «sono per noi la miglior ricompensa».M.F.

Fonte: L'Arena



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