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Assolto per una denuncia querela presentata dall’amministrazione Brugnettini
Processo lungo, risarcito
Dal ministero oltre diecimila euro all’ex sindaco Luigi Zama
Isola della Scala. Il Ministero della Giustizia risarcisce Luigi zama. Per decreto della Corte di appello di Trento, l’ex sindaco è stato indennizzato con la somma di 10.500 euro «per l’irragionevole durata del processo penale cui è stato sottoposto» Il risarcimento era stato chiesto da zama dopo due sentenze a suo favore, emesse in seguito ad una denuncia-querela presentata alla Procura per conto dell’amministrazione comunale nel dicembre del 1993, quando era sindaco Massimo Brugnettini. La denuncia riguardava una concessione edilizia rilasciata da zama nel 1991, allora primo cittadino, per la realizzazione di un immobile in località Pellegrina di proprietà dell’allora capo dell’ufficio tecnico comunale Enzo Concaro; secondo l’accusa la concessione era stata rilasciata nonostante la costruzione venisse a trovarsi su un’ area agricola non compresa nel progetto di variante approvato dalla Regione, che la trasformava in edificabile. Il procedimento penale conseguente alla denuncia riguardò oltre Concaro e zama anche l’assessore all’urbanistica Piergiorgio Mantovanelli e furono tutti assolti dal tribunale di Verona nel novembre del 1996 perché il fatto non sussisteva; il tribunale riconobbe che ci fu un errore grafico del tecnico progettista della variante, ma che il terreno in questione era effettivamente ricompreso nella variante . La sentenza del tribunale di Verona è stata confermata otto anni dopo, nel marzo del 2004, dalla Corte d’Appello di Venezia. Il Comune, che si era costituito parte civile, ha così dovuto rimborsare all’ex sindaco la somma di 3.521 euro per le spese legali sostenute «per il procedimento penale instaurato a seguito di un atto legato all’ esercizio delle sue funzioni di sindaco». «Il Comune ha anche dovuto pagare le spese di giudizio e le parcelle dell’avvocato di parte civile», dice zama. E l’ex sindaco aggiunge: «Le sentenze dimostrano come la denuncia fosse del tutto infondata e fatta in malafede, anche se ci sono voluti più di dieci anni per arrivare alla conclusione. Il Comune ha dovuto sostenere un gravoso onere finanziario per esclusiva responsabilità di chi aveva strumentalmente presentato la denuncia-querela, e che ora dovrebbe essere chiamato a rimborsarlo». Dopo le sentenze del tribunale di Verona e della Corte d’appello di Venezia, zama aveva presentato ricorso alla Corte d’appello di Trento chiedendo la «corresponsione di un equo indennizzo stante l’irragionevole durata del procedimento penale, in cui il lungo intervallo tra il primo e il secondo grado è da ricondurre solo alle croniche disfunzioni del sistema giudiziario italiano». La Corte di Trento ha accolto la sua richiesta e ha stabilito che il Ministero della Giustizia gli corrispondesse «a titolo di equa riparazione» la somma di 10.550 euro, e gli rifondesse le spese, 1.580 euro, legate al procedimento di richiesta di indennizzo. Mariella Falduto
Fonte: L'Arena
Commenti
di turista (19 dicembre 2005)
vedremo quando il ... nostro ... Brugnettini comincerà a ripagarci di tutti i debiti che ci ha procurato e che ha insegnato a fare (per il Comune) anche ai "suoi più recenti amici"!
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