ISOLA DELLA SCALA. Miozzi: «Provvedimenti contro Tar e Regione»
Ospedale, il sindaco: «Chiudono i reparti»
«Non c’è più pediatria nè oculistica e sottraggono personale a favore del Magalini di Villafranca»
ospedale, l’amministrazione comunale chiede «il rispetto
della legge, la salvaguardia del diritto alla sanità nel
territorio e la rivalutazione delle schede regionali».
«Come primo responsabile della salute dei cittadini», dice
il sindaco Giovanni Miozzi, «sento il dovere di segnalare
che si sta tentando di smantellare i reparti dell’ospedale
a favore di Villafranca, senza tenere conto di due sentenze
del Tribunale amministrativo regionale che hanno censurato
l’ipotesi di chiusura dell’ospedale isolano, senza
attendere la decisione del Tar del 5 giugno prossimo sul
riordino ospedaliero e senza rispettare le tempistiche che
prevedono che l’ospedale venga riconvertito solo nel 2010 e
solo quando quello di Villafranca sarà a pieno regime».
Il sindaco sottolinea i provvedimenti che stanno
penalizzando «ingiustificatamente» la struttura sanitaria
locale, come la chiusura di posti letto di Patologia
neonatale, la chiusura del reparto di oculistica, la
riduzione del personale infermieristico di tutti i reparti
e delle sale operatorie, la riduzione delle attività di
fisiatria da 3 a 2 turni, la mancanza di sostituzione del
medico di laboratorio andato in pensione. «E intanto»,
continua, «vengono attivati servizi isolati all’ospedale di
Villafranca quali l’apertura di un day surgery e di un
reparto di lungodegenza, (ai quali si aggiungono le
indiscrezioni relative al progetto di trasferimento del
reparto di medicina da Isola della Scala a Villafranca
entro maggio). Ma se andiamo a verificare nel dettaglio, ci
accorgiamo che l’attivazione dei servizi presso l’ospedale
di Villafranca avviene in modo disorganico sottraendo
personale a Isola della Scala, mentre nessun infermiere è
stato recuperato dall’ospedale di Bussolengo, dove dopo
l’incendio dell’ospedale villafranchese, era stato
dirottato gran parte del personale».
«Questo modo di
amministrare la sanità», aggiunge ancora Miozzi, «oltre a
non rispondere ai dettami della Regione, è pericolosa per
la popolazione perché con la frammentazione dei reparti e
dei servizi ne viene messa gravemente a rischio l’efficacia
nella tutela della salute pubblica. Chiediamo la
rivalutazione della schede regionali, che prevedono la
trasformazione dell’ospedale in centro polifunzionale; la
Regione non può restare all’ oscuro o inerte a fronte di
decisioni che ledono l’immagini della buona sanità veneta».
M.F.
Fonte: L'Arena
Commenti
ospedale di roby (30 aprile)
E' SEMPRE TROPPO TARDI CHIUDERE LE PORTE ( O QUANTOMENO CREDERE O SPERARE DI CHIUDERLE )
QUANDO I BUOI SONO GIA USCITI.