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ISOLA DELLA SCALA. Incontro tra esperti su incidenti e sicurezza

Lavoro pericoloso Artigiani a rischio

Sono primi per ricoveri al Pronto soccorso Invocati maggiori controlli e formazione
di Mariella Falduto
Lavoro pericoloso Artigiani a rischio

Quanti sono gli incidenti sul lavoro nel territorio, dove si verificano e per quali cause? E che cosa si può fare per la sicurezza sul lavoro? Sono alcuni degli interrogativi emersi nel corso dell’incontro organizzato dal Comune, un tavolo tecnico che ha portato nella sede municipale rappresentanti del Servizio prevenzione igiene sicurezza ambienti di lavoro, Spisal, delle Ulss 21 e 22, rappresentanti dei comuni di Buttapietra, Sorgà, Salizzole, Bovolone, di associazioni di categoria a livello provinciale (industria, artigianato, esercenti, tecnici, agricoltori) e dei sindacati, Cgil e Cisl.
«L’incontro vuol essere un punto di partenza per vedere come affrontare il problema», ha detto Stefano Benincasa, consigliere delegato alle Politiche del lavoro, «visto che gli incidenti sul lavoro sembrano un bollettino di guerra; tra il 2003 e il 2007 ha provocato più morti il mondo del lavoro (5252) della guerra nel Golfo (3520). Si parla di sicurezza sul lavoro sempre a livello nazionale, ma anche la microrealtà del territorio ha i suoi problemi. Non ci sono dati ufficiali, ma un’ idea la può dare il numero di infortuni transitati al Pronto soccorso del nostro ospedale: 213 nel 2004, 156 nel 2005, 199 nel 2006».
Dagli stessi dati risulta che le categorie più "infortunate" sono state quelle degli artigiani (79 infortuni nel 2004, 44 nel 2005, 53 nel 2006), dei metalmeccanici (36, 28, 34) e degli agricoltori ( 32, 40, 39); non risulta la gravità degli incidenti né la provenienza degli infortunati (all’ospedale fanno riferimento più paesi del territorio), ma l’esistenza del rischio è confermata.
I rappresentanti dello Spisal, Marco Bellomi per l’Ulss 21 e Marco Renso per la 22, in veste di relatori hanno sollecitato il coordinamento e l’integrazione delle iniziative per la sicurezza sul lavoro che coinvolgono il territorio. All’incontro è emerso che le iniziative per affrontare il problema devono andare in tre direzioni: prevenzione, vigilanza e sanzioni. La prevenzione deve essere volta soprattutto ad eliminare "l’ignoranza dei rischi” e attuata attraverso corsi di formazione; la vigilanza indirizzata a far rispettare le regole e segnalare situazioni di irregolarità, dovrebbe essere effettuata in base a standard di valutazione ben definiti, e forse sarebbe opportuno unificarla in un unico ente. Sulle sanzioni, opinioni divergenti tra chi le considera l’unico modo per far rispettare le regole e chi le vede come uno strumento inutile se la prevenzione e la formazione funzionano.


 

Fonte: L'Arena



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