Diventa un cittadino virtuale di Isola della Scala
Convegno i lavori pubblici
Muro




Questa pagina è stata letta 185 volte
ISOLA DELLA SCALA. Il coraggioso magistrato, originario della Bassa, ha raccolto l’eredità di Falcone e Borsellino

L’abbraccio al giudice-eroe

Luca Tescaroli e l’impegno antimafia: «Ognuno può fare molto»
di Ferruccio Pinotti
L’abbraccio al giudice-eroe

Isola della Scala. C’era una volta un giudice ragazzino, con solide radici «bassaiole» (tra Isola e Caselle) e innamorato della legalità. A 27 anni - appena vinto il concorso in magistratura - chiese di andare a combattere contro la mafia insieme a Falcone e Borsellino. Sapeva che rischiava la vita, ma non gli importava.
Quel ragazzino timido e ben educato vide morire i suoi maestri. E divenne uno dei magistrati di punta nella lotta contro la criminalità organizzata.
Ieri quel giudice, che negli occhi ha ancora la passione dei vent’anni anche se ne ha 42, è tornato alla sua terra per parlare di giustizia, per spiegare come ognuno di noi può combattere la sua piccola grande battaglia civile.
Per questo, l’incontro «La giustizia è uguale per tutti?», organizzato presso la sala civica dall’associazione Nogara-Europa, guidata da Michele Turazza insieme alla la libreria Piccolo Principe di Isola, è stato di grande significato. Insieme a Tescaroli sono intervenuti l’avvocato Guariente Guarienti e l’avvocato Francesco Moroni, autore del libro «Soltanto alla legge: l’indipendenza della magistratura dal 1945 a oggi» (Effepi Libri editore).
Luca Tescaroli si è per molti anni occupato delle stragi di Capaci e di via d’Amelio, così come del fallito attentato dell'Addaura. Ed ha sostenuto l’accusa nel processo di Capaci, nel corso dei giudizi di primo e secondo grado. Oggi è pubblico ministero del processo relativo all’omicidio di Roberto Calvi e segue altre importanti indagini.
L’analisi di Tescaroli sulla situazione della giustizia è stata lucida e severa: «La riforma dell’ordinamento giudiziario proposta dalla scorsa legislatura rischia di creare una struttura gerarchica atta a controllare la magistratura inquirente. Se a questo scenario si sommano le lentezze della giustizia, le prescrizioni, gli indulti e gli abbattimenti di pena, c’è il pericolo di un serio indebolimento della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata».
Dopo la «primavera di Palermo» che vide importanti vittorie contro la mafia, seguite dall’omicidio di Falcone e Borsellino nel ’92, si è tornati - ha spiegato Tescaroli - a una «normalità preoccupante».
«Il rapporto mafia-politica continua ad esistere, Cosa Nostra si è inabissata per continuare ad operare senza la luce dei riflettori. Metà Italia vede una forte infiltrazione mafiosa. In Parlamento vi sono esponenti politici che hanno coltivato rapporti con la mafia e che hanno subìto condanne». ha osservato il magistrato.
Nonostante questo quadro, Tescaroli ha invitato a «mantenere viva la speranza». «Ma serve una nuova primavera dell’antomafia, una repressione dura da parte dello Stato, che ha i mezzi e gli uomini per vincere».
Il coraggioso magistrato ha invitato ciascuno a fare la propria parte, ad assumersi la responsabilità civile del cambiamento. «L’esempio di Falcone e Borsellino è più vivo e forte che mai. E l’impegno collettivo nei confronti della legalità sta crescendo».
Insieme ce la possiamo fare. Ma abbiamo tutti bisogno di simboli, di esempi da seguire. Grazie, Luca Tescaroli, per ciò che rappresenti.

Fonte: L'Arena

    


commenti Commenti

Titolo:
Nome:
Messaggio:
Codice:
Per sottomettere il commento è necessario ricopiare il codice nel campo di testo
Non ci sono commenti inseriti.
Pag 1/1