Acquistava all’estero occultando le fatture
Evase 100mila euro di tasse Condannato venditore d’auto
Il giudice gli ha inflitto un anno di reclusione; giro d’affari fantasma scoperto dalla Guardia di Finanza
di Stefano Nicoli
Acquistava macchine all’estero per rivenderle in Italia occultando le fatture e gli altri documenti contabili che avrebbe dovuto conservare per legge, con il chiaro intento di sottrarsi al pagamento delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Lo stratagemma nel 2004 aveva consentito a Daniele Graziani, 49 anni, titolare della Europe, ditta per il commercio di autoveicoli con sede, all’epoca, ad Isola della Scala -, di non dichiarare ricavi accertati per 275 mila euro. E di evadere circa 100 mila euro tra Irpef ed Iva. A distanza di quattro anni, gli è valso un conto salato: il giudice del tribunale di Legnago, dove si è celebrato il processo in cui l’imprenditore era accusato di aver violato l’articolo relativo all’occultamento o alla distruzione di documenti contabili, l’ha condannato ad un anno di reclusione e al pagamento delle spese processuali.
Inoltre il commerciante, residente ora a Castelcucco (Treviso), è stato interdetto per sei mesi dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e per un anno dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza in materia tributaria. Il giudice inoltre ha stabilito per Graziani l’interdizione perpetua dall’ufficio di componente di commissione tributaria e la sua incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione nei prossimi 12 mesi.
A smascherare il giro d’affari fantasma è stata nel marzo 2006 la guardia di finanza di Castelfranco Veneto a seguito di un controllo incrociato tra Paesi comunitari per la prevenzione, l’accertamento e la repressione delle infrazioni doganali previsto dall’accordo di «Mutua assistenza amministrativa». «In quell’occasione», ha riferito in aula il maresciallo che coordinò la verifica fiscale, «accertammo che il titolare della ditta Europe aveva acquistato delle macchine in Germania nel 2004 senza conservare le relative fatture. Tant’è che non è stato in grado di esibirle così come tra le sue carte non c’era traccia della dichiarazione dei redditi e delle altre scritture contabili che era obbligato a custodire per legge». Allo stesso modo i finanzieri contestarono a Graziani «l’inesistenza delle fatture di vendita emesse nello stesso anno nei confronti della Import Car di Verona alla quale aveva rivenduto auto per un importo di 250 mila euro».
Fonte: L'Arena
domenica 17 febbraio 2008 provincia pag. 37
Commenti
Non ci sono commenti inseriti.