ISOLA DELLA SCALA. Il Consiglio comunale approva il piano dell’enorme struttura
Centro risi, sì in valle del Tartaro
La minoranza insorge: «Troppo vicino alla chiesa romanica»
Sì definitivo del consiglio comunale al Centro Risi nella valle del tartaro, l’area verde di circa 11 ettari a ridosso del centro del paese, scelta dall’amministrazione comunale per realizzare la struttura destinata alla promozione e commercializzazione del riso.
Il «Piano particolareggiato del Centro Risi», redatto dall’architetto Maurizio Guariento, è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza, l’astensione della Lista tognetti e di udc Gruppo misto, e il voto contrario della Lista Danieli. Il progetto definitivo, che in consiglio non è stato illustrato, prevede una struttura fissa di 4.800 metri quadrati, di forma tondeggiante con ampie vetrate, da adibire a padiglione fieristico, realizzato «con pilastri e strutture verticali, rivestiti con mattoni faccia a vista e sovrastante copertura con travi di legno lamellare»; prevede zone piantumate, percorsi pedonali e ciclabili, aree di sosta, parcheggio per 360 auto e aree attrezzate per strutture mobili come il palaristorante e il palaspettacoli della fiera del riso; il preventivo di spesa si aggira intorno ai tre milioni di euro.
Respinta dalla maggioranza l’osservazione presentata dal proprietario del terreno - che non è ancora stato venduto - il quale, ritenendo il Centro Risi troppo a ridosso della propria abitazione, una corte storica, chiedeva una fascia di rispetto di almeno 20 metri; l’osservazione avrebbe dovuto però essere presentata in fase di approvazione della variante parziale al Prg che identifica l’area per il Centro Risi.
La Lista Danieli, all’opposizione, ha definito «una scelta scellerata» quella di ubicare il Centro Risi nella valle del tartaro poco distante dalla chiesetta romanica della Bastìa, in una zona che andrebbe assolutamente preservata in quanto di grande valore ambientale e storico, e dove esiste un vincolo monumentale. Per questo i consiglieri dellla lista hanno chiesto l’intervento della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici di Verona, segnalando l’impatto ambientale della struttura e sottolineando «l’assurdità della tipologia architettonica della nuova costruzione, che nulla ha da spartire con le tipologie architettoniche caratteristiche dei fabbricati rurali della zona, oltre che costituire verso la chiesetta della Bastìa una "quinta" devastante con un altezza media al colmo di 11-12 metri, e che, oltre ad invadere dei mappali soggetti a vincolo monumentale, verrebbe a marginalizzare del tutto il monumento».
Mariella Falduto
Fonte: L'Arena
Commenti
Non ci sono commenti inseriti.