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Centro risi alla Bastìa? Per La Risara «è un’operazione immobiliare inutile»
Il futuro Centro Risi continua ad alimentare la discussione in paese. Questa volta è il circolo culturale «La Risara» a contestare la scelta dell’amministrazione comunale di realizzare nella valle del tartaro, nella zona della chiesa della Bastìa, il futuro Centro Risi, e a definirla «un’operazione immobiliare inutile per Isola e gli isolani, che renderebbe irrecuperabile una zona di grande valore storico e ambientale». In alternativa, e nella convinzione che «si deve fare un salto di qualità dando un ruolo specifico al nostro Comune», il circolo avanza una proposta in base alla quale il Centro Risi dovrebbe essere «una struttura polifunzionale sita a nord del capoluogo, per manifestazioni fireristiche ed organizzazione di eventi, che abbia una capienza di oltre diecimila persone, uffici per 600 metri quadrati, servizi e magazzini per 700, palco per eventi di 700, parcheggi fissi per 12.000 e aree per parcheggi aggiuntivi per 50.000». La struttura dovrebbe avere come finalità «lo sviluppo economico delle categorie commerciali e produttive del comune, con numerose iniziative interregionali distribuite nel corso di tutto l’anno, pur rimanendo la fiera del riso tra le principali per il suo ruolo storico, culturale ed economico». Inoltre dovrebbe essere collegata al centro storico con percorsi pedonali, raggiungibile da tutte le direzioni con mezzi pubblici e privati, con percorsi esterni la centro storico, avere caratteristiche costruttive che la rendano unica in ambito provinciale, e appetibile per gli organizzatori di eventi anche di livello nazionale. I finanziamenti dovrebbero venire da Regione Veneto, Provincia, Camera di commercio, istituti di credito e da autofinanziamento. «Entro i prossimi tre mesi», dice Luigi zama, ex sindaco, presidente del circolo, «presenteremo un progetto di massima da portare alla valutazione dei cittadini, delle categorie commerciali e produttive, delle associzioni e, naturalmente, della Giunta e del Consiglio comunale». (m.f.)
fonte: l'Arena
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