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ISOLA DELLA SCALA. Lega antivivisezione al giudice: «Faccia presto»

Canile lager, Lav chiede il via libera agli affidi

«Situazione drammatica: gli animali sono pieni di zecche e vermi che li stanno divorando»

Al giudice che si sta occupando della triste vicenda del canile lager di Pellegrina messo sotto sequestro, la Lega antivivisezione di Verona rivolge un pressante appello: «Conceda al più presto il via libera ad affidi temporanei, perché ci troviamo ad affrontare un’emergenza di difficile gestione: i 29 cani rimasti nella struttura sono pieni di zecche nonostante i trattamenti antiparassitari e l’allevamento è talmente sporco da non offrire le garanzie minime di vivibilità. Oltretutto, causa zecche e vermi intestinali, gli animali sono gravemente anemici. Le femmine sono distrutte dai continui parti, essendo state trattate come macchine da riproduzione per guadagnare con la minima spesa, senza possibilità di movimento, perché ammassate in pochi metri quadrati».
La responsabile provinciale degli antivivisezionisti, Lorenza Zanaboni, assicura che gli animali hanno assoluta necessità di famiglie che si prendano cura di loro. Ora il mantenimento dei cani è a carico del Comune cui è stato rimesso l’affido giudiziario. «Il sindaco Giovanni Miozzi collabora con disponibilità: essendo malati, i cani necessitano di interventi chirurgici costosi e cure immediate, spese rilevanti oltre al mantenimento».
Tra le ipotesi di reato, all’allevamento di via Scardevara, a Pellegrina, disposto dalla procura su segnalazione della Lav alla Forestale, che l’ha eseguito, si ascrivono: maltrattamenti di animali, detenzione incompatibile con la loro natura, mancata emissione di documenti fiscali. L’allevamento, per di più, non avrebbe avuto autorizzazioni. Vi erano allevati una settantina di cani di razza labrador, beagle, cocker, pastori tedeschi, pincher, segugi.
Zanaboni continua: «Abbiamo invitato il sindaco ad emanare un’ordinanza che impedisca al titolare di aprire in futuro qualsiasi allevamento in territorio isolano. Purtroppo però il fatto che manchino 17 cuccioli rispetto al numero risultante nel corso dei controlli operati dalla Forestale, fa presagire che intenda continuare l’attività». La responsabile della Lav si dice certa che nel Veronese vi siano altri allevamenti lager come quello di Pellegrina, nati dall’esigenza di soddisfare la continua richiesta di cuccioli di razza. «Meglio adottare un cane che già c’è piuttosto che alimentare mercati che sfruttano gli animali. I riproduttori, maschie femmine, vivono tutta la loro esistenza in piccole gabbie, senza relazioni con i loro simili e con l’uomo. Non possono correre, annusare l’erba, giocare e, nella maggior parte dei casi, sono abbattuti prematuramente».
Dei circa 70 cani sequestrati a Pellegrina, 21 sono stati trasferiti nel rifugio San Francesco di Villafontana. Altri due, ridotti in condizioni pietose, sono stati presi in cura da una volontaria della lega antivivisezione. La responsabile del rifugio San Francesco, Silva Soave, sottolinea la necessità di controlli stringenti. P.T.

Fonte: L'Arena



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