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Durante le riprese del documentario "Il volto di Maria nell'arte e nella fede a Tarmassia" che è stato proiettato durante la sagra dal 6 al 10 settembre 2007, è stata scoperta un'iscrizione presso la pala della Visitazione, opera firmata di Paolo Farinati del 1601. La scritta, situata in basso a destra, risulta parte dell'iscrizione già visibile. Le parole sono disposte su quattro righi e coperte da una velatura di colore verde-grigiastro, simile al colore adoperato per dipingere i gradini della pala. I caratteri delle parole occultate sono dello stesso tipo e, quindi, della stessa epoca e mano di quelle visibili. Utilizzando una videocamera a visibilità notturna si possono intravedere alcune parole:
(D) ANTONIUS COMELLUS ECCLESIA RECTOR UNA JOANNES DE ... ET STEPHANUS (AGGIUNTA...) (...) (...UI) SOCIETAT(IS) M (...) DIE (...) ANNO. ( I ) . I ) ( I . P. FARINAT. V. P. (in neretto la parte visibile)
Mentre del Comello Antonio, rettore della parrocchiale dal 1573 al 1605 e di Giovanni Zonta, massaro della compagnia della Madonna, si conosceva la partecipazione alla spesa per l'acquisto della pala (vedi Giornale del Farinati), del certo Stefano che compare in terza posizione non si sa nulla. Nè tantomeno si sa dei motivi che spinsero a coprire l'iscrizione. Si può ipotizzare un errore nell'iscrizione originaria oppure un atto dovuto alla soppressione della Compagnia nel 1806 in forza delle leggi eversive napoleoniche, in considerazione del fatto che l'associazione, per taluni aspetti, si rifaceva alla precedente dominazione veneta.
Altro particolare messo in evidenza da queste ricognizioni, è stata la scoperta della "chiocciola" del Farinati, ovvero il caratteristico marchio di fabbrica utilizzato dalla bottega del pittore veronese nei suoi quadri. La chiocciola è situata in basso a sinistra, sotto il piede del supplicante. L'identità del personaggio, vestito da magistrato veneto (come riporta Baldissin Molli), non è ancora chiara. Forse si tratta del già citato Giovanni Zonta, massaro della Compagnia della Beata Vergine, di cui però (come riferisce lo stesso Puppi nel 1968) non abbiamo referenze. Nei frammenti d'affresco conservati al Museo Canonicale di Verona, vi è un volto dipinto dal Farinati del tutto simile con uguale copricapo. Forse si tratta del personaggio mancante, ovvero S.Zaccaria, marito di Elisabetta.
L'anno di realizzazione della pala della Visitazione è il 1601. Il pittore giocando con i segni grafici, ha inventato una data palindromica, leggibile cioè in ambedue i sensi:
( I ) . I ) ( I = M . D C I = 1601
Come ufficialmente riconosciuto dalla critica, la pala denota l'intervento preponderante del figlio di Paolo, Orazio Farinati, il quale dipingerà qualche anno dopo una pala sullo stesso tema presso la Chiesa dei Disciplinati a Villafranca. Il padre si è forse limitato alla parte superiore del dipinto raffigurante il Padre in gloria e gli angeli (e probabilmente anche il volto dei due personaggi maschili). Orazio, molto devoto al padre, non firmerà nessuna delle sue opere finchè il padre fu in vita.
Il dipinto di Villafranca chiarisce l'identità dell'uomo anziano posto alla destra nella pala di Tarmassia (S.Zaccaria o S.Giuseppe?): si tratta di S.Giuseppe, con al braccio un attrezzo da lavoro (squadra da falegname).
Nella lacuna in basso, al centro del dipinto, un tempo vi era una nicchia ove era ospitata una piccola statua lignea della madonna (non un tabernacolo, come da altri asserito); questo culto, forse, è la trasposizione nella nuova parrocchiale dell'antico culto esercitato presso la vecchia chiesa dismessa di S.Giorgio a Cà del Bosco.
La pala, in pessime condizioni di conservazione (già nel 1968 il Puppi lo denunciava), fu trattata una trentina di anni fa dalla Sovrintendenza; un ulteriore progetto di restauro è previsto nel 2009.
s.g. 31.08.07
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