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ISOLA DELLA SCALA. I costi in aumento pesano sulla struttura che oggi ospita 42 bambini

L’asilo afflitto dal deficit

Colletta per aiutarlo
di Mariella Falduto
L’asilo afflitto dal deficit

La scuola materna di Tarmassia ha un bilancio in deficit e chiede aiuto. Il Comitato di genitori che la gestisce da quando le suore se ne sono andate anni fa, si è attivato per superare le difficoltà economiche. Dopo aver cercato piccole forme di autofinanziamento come le lotterie delle feste organizzate a Natale e alla fine dell’anno scolastico, o le torte preparate da mamme disponibili e offerte una domenica al mese davanti alla chiesa, i papà hanno pensato che ci voleva qualcosa di più. Così il Comitato ha scritto lettere con richieste di aiuto a gruppi e associazioni locali, ma anche alla Provincia, al Vescovado, alle riserie e ad alcune grosse aziende veronesi.
«Stiamo cercando di fare opera di sensibilizzazione», dice il presidente Ismael Barbirato, in carica dal 2006, «abbiamo una situazione di bilancio difficoltosa, siamo in perdita di quasi 12mila euro, ma siamo convinti che questa scuola sia una realtà che deve essere mantenuta in vita in quanto servizio prezioso non solo per la frazione. Io abito a Bovolone, ma porto qui mio figlio, e dall’anno prossimo anche mia figlia, per la qualità di questa scuola, che ha personale qualificato e una mensa che funziona grazie ad una cucina interna non con i precotti».
La materna di Tarmassia è una scuola paritaria riconosciuta dalla Federazione italiana scuole materne cattoliche, ed è aperta a tutti. È frequentata da 42 bambini dai 3 ai 5 anni provenienti per lo più dalla frazione, ma anche da Isola della Scala, Villafontana e Bovolone, che pagano una retta mensile di 105 euro. Vi lavorano tre insegnanti, una delle quali part-time, due cuoche e un inserviente.
«Le rette e i contributi, legati al numero dei bambini frequentanti, sono la fonte principale delle nostre entrate», dice ancora Barbirato, «il Comune, con il quale abbiamo una convenzione rinnovata fino al 2010, è il nostro primo contribuente con 32mila 700 euro, poi riceviamo contributi dallo Stato, 30mila euro, e dalla Regione, 8.000. A pesare sul nostro bilancio sono soprattutto alcuni costi fissi in costante aumento come quello del personale, per il quale è stato giustamente rinnovato il contratto di lavoro, e le bollette della luce e del gas, che facciamo fatica a pagare. Avremmo anche bisogno di un forno nuovo e di un’altalena, e vorremmo che il costo dell’insegnante di psicomotricità non fosse a carico delle famiglie».
Per ora le lettere con la richiesta di aiuto spedite con gli auguri di Natale hanno ricevuto due risposte, una dal Comitato isolano mostre agricole e una dal Gruppo sportivo della frazione che hanno donato mille euro ciascuno.
«Possiamo fare la donazione grazie alla festa della costata», dice il presidente del Cima Loris Flippini. «E noi grazie a diverse manifestazioni che organizziamo, tra cui la fiera del riso», aggiunge Marco Negrini per il Gruppo sportivo. Il Comitato è fiducioso che arriveranno altre risposte. Intanto le iscrizioni alla scuola sono aperte fino al 22 febbraio.


mercoledì 06 febbraio 2008 provincia pag. 29

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