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Permangono critiche sulla scelta dell'area

Il nuovo progetto della Fiera e Centro Risi

di Giovanni Biasi
Il nuovo progetto della Fiera e Centro Risi

E' stato presentato in un incontro pubblico, nell'ex chiesa dei frati, il progetto della nuova fiera del riso e del Centro Risi. Il sindaco Giovanni Miozzi l'ha definita "iniziativa storica per il paese" e "infrastruttura unica nel suo genere". L'architetto Maurizio Guariento ha illustrato l'opera con l'ausilio di immagini al computer: "struttura oggetto di variante urbanistica e di piano particolareggiato in area di grande valenza ambientale (la zona tra tartaro e Santuario della bastia) inserita in un enorme parco di 105 mila mq con percorsi sportivi e occasioni ricreative per tutto l'anno". La variante, di dimensione sovracomunale, è già stata approvata dalla Regione; quella per i parcheggi satellite è in fase di approvazione.
Previsto un ponte sul Piganzo, un asse stradale dove ora ci sono le cucine, 4800 mq di strutture fisse a 25 metri l'una dall'altra, in legno con pilastri in mattoni per ridurre al minimo l'impatto ambientale e rispettare le tipologie costruttive tradizionali. All'interno dell'ipotesi generale si stanno vagliando diverse soluzioni concrete.
Il sindaco ha illustrato i dati che richiedono una struttura stabile: dal 1999 al 2006 aumento costante dei visitatori (con 450 mila persone è la fiera più visitata d'Italia), risotti venduti da 100 a 350 mila, fatturato da 500 mila a 2 milioni di euro.

"Queste cifre sono state esposte - ha proseguito Miozzi - ad un convegno internazionale sul riso a Siviglia, dove erano presenti per l'Italia Vercelli e Isola della Scala. La struttura fissa occuperà il 4 per cento dell'area; il resto è destinato a parco con piste ciclabili e palchi per spettacoli utilizzabile tutto l'anno dai cittadini (in particolare bambini e anziani) e associazioni (che qui potranno avere anche una sede). Il costo stimato dell'opera - ha precisato il sindaco - è di 2 milioni e mezzo di euro".

Massimo giorgetti, assessore regionale, ha indicato i motivi che giustificano il progetto: dotare un sistema di produttori, ristoratori e cittadini delle infrastrutture necessarie; dare alla provincia di Verona le strutture ricettive che mancano (c'è interesse enorme degli organizzatori di eventi per spazi adeguati che in città mancano); con il marchio del riso come attrattiva, altre infrastrutture vicien (autodrono ) e la nuova viabilità Isola sarebbe un'interessante alternativa al capoluogo; il risotto che fate è il migliore del mondo.
"E ora - ha proseguito Giorgetti - mi accingo a pagare il risotto (riferendosi a quello che avrebbe consumato dopo l'incontro. che si stava preparando nella sala stessa ndr) più caro del mondo. Mi costa un milione di euro". A quel punto l'assessore ha srotolato una fotocopia ingrandita dell'assegno stanziato dalla Giunta Regionale "come giusta risposta al coraggio, alla capacità di progettazione degli amministratori e dei cittadini di Isola della Scala e alla qualità del vostro risotto".

Rispetto al costo complessivo indicato dal sindaco nell'assemblea, il consigliere di minoranza Mario Guarnieri fa notare invece che la delibera di Giunta n. 167 del 16/11/2006 (Piano attuativo Centro Risi) indica come importo complessivo totale 4.587376 euro.
Ricordiamo inoltre per dovere di completezza le posizioni critiche al progetto dell'Amministrazione comunale. Un'osservazione alla variante firmata da Silvano Ceoloni afferma che "la scelta di quest'area non è conciliabile conq uanto prescritto dalle direttive del Paqe (Piano d'area quadrante europa), le quali, consentendo una notevole edificabilità escludono che il sito idoneo possa collocarsi in un'area di valenza ambientale, dove potrebbe sorgere invece una parte del Parco fluviale del tartaro e Piganzo, area verde di qualità, come previsto dal Piano Regolatore". Propone di collocare il Centro Risi "ad est del paese, ove non vi siano particolari vincoli e il territorio è già interessato dalla tangenziale".
L'osservazione presentata da un gruppo di cittadini (tra i firmatari Ciro Gabrielli, Bruno Chiappa e Maria Rosa Nicoletti) ricorda la grande valenza archeologica, monumentale (Santuario della bastia), naturalistica e paesaggistica dell'area, che "verrebbe compromessa dai nuovi insediamenti" e "l'inadeguatezza del sito per i collegamenti viabilistici". I sottoscrittori ritengono che la nuova area fieristica potrebbe trovare adeguata collocazione "ai margini del capoluogo ed in prossimità della nuova variante della statale 12, servita da svincoli specifici e con la possibilità di intervenire sull'assetto stradale" in caso di ampliamento della struttura, cosa invece impossibile se questa verrà collocata a ridosso del centro storico.


fonte: La Voce del Basso Veronese
Giovanni Biasi
Anno XXXIV - Gennaio 2007, n. 1, pagg. 1-4
 

                


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