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Storace: «Visite e esami in ospedale dovranno essere erogati in tempi decenti» Aviaria, amplierò l’unità di crisidi Paola Colaprisco Il risotto all’isolana, di cui ha tessuto le lodi, ha sciolto la lingua al pur loquace ministro della Salute, Francesco Storace. «Non ho intenzione di fare il ministro per poco tempo», ha detto alle quasi mille persone sedute ai tavoli imbanditi all’interno del palasport di Isola della Scala, dove il gruppo consiliare di AN ha invitato amministratori pubblici e simpatizzanti. «Da anni», ha sottolineato Storace, «non vedevo così tanta gente. Significa che c’è un rinnovato interesse per il partito e questo non può che farci piacere». E il ministro non si è lasciato sfuggire l’occasione per svelare - si fa per dire - le ambizioni di Alleanza Nazionale. fonte: L'Arena il giornale di Verona - Domenica 15 gennaio 2006, cronaca pag. 10. Fini premier. «Il grande sogno», ha detto Storace, «è che AN risulti il partito più votato alle prossime elezioni e che a firmare il mio decreto di nomina sia un primo ministro di nome Gianfranco e di cognome Fini. Dobbiamo spendere ogni sforzo, mettercela tutta perchè l’Italia non torni nelle mani di Prodi. Quel Prodi che nel 1996 voleva cambiare il Paese, ma che D’Alema costrinse a cambiare paese». L’ospedale di Isola. Arrivato a Isola della Scala direttamente da Rovereto, dove aveva reso visita agli ospiti di una casa di riposo, prima di raggiungere il palasport il ministro della Salute si era incontrato in municipio con amministratori locali, parlamentari e rappresentanti dei medici per fare il punto sulla situazione dell’ospedale isolano, destinato alla riconversione. Riferisce dell’incontro Massimo Brugnettini, già sindaco di Isola e senatore della Lega: «Abbiamo consegnato al ministro una relazione in cui si evidenzia che la prevista chiusura di quattro ospedali lascerebbe la zona di Isola totalmente sguarnita di servizi essenziali, a metà del guado fra Legnago e Verona. Noi chiediamo che restino operativi i cinque reparti storici dell’ospedale, che rappresentano per i cittadini un preciso punto di riferimento. Non dimentichiamo poi che questa struttura è l’unica, attualmente, a funzionare regolarmente. Il ministro ci ha assicurato che cercherà di recuperare dai fondi destinati alla lotta all’Aids, non spesi, i soldi necessari per adeguare la struttura agli attuali standard di sicurezza. Siamo fiduciosi». Influenza aviaria. Appena nata, l’unità di crisi istitutita da Storace verrà ampliata. «Conto sulla collaborazione dei Comuni», ha detto Storace, «perchè è particolarmente significativa la loro funzione riguardo gli allevamenti rurali, gli unici che eventualmente possono generare preoccupazione». «Sull’influenza aviaria credo che l’Italia», ha aggiunto il ministro, «non debba attuare altre misure. Su questo siamo sulla posizione espressa dall’Oms, dall’Ue anche dopo le vicende in Turchia. Rivendichiamo però il dovere di trasparenza da parte di tutti i Paesi colpiti dai focolai perchè dobbiamo stabilire cosa sta succedendo». Il ministro ha quindi illustrato alcuni elementi del «piano di intervento nel caso si dovessero scoprire casi nel nostro Paese. Prevediamo un piano a anelli concentrici con isolamento nei primi tre chilometri dell’area infetta, e una successiva estensione fino a dieci chilometri come area protetta». In quel caso scatterebbe il blocco delle movimentazioni, si attuerebbe l’abbattimento dei volatili dove sono state trovate le infezioni e si farebbe il monitoraggio di tutti gli allevamenti nel raggio di dieci chilometri». Liste d’attesa. Il ministro ha anticipato che «la settimana prossima, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, verranno individuate le prestazioni, circa un centinaio, definendo per ognuna di esse i tempi massimi di attesa e in caso di sforamento anche le misure per evitare i danni al cittadino. Oggi il cittadino più ricco va in intramoenia, ossia a pagamento, il giorno dopo anzichè attendere 200 giorni per la visita, mettendo così alla luce una sanità per i ricchi. Siccome noi vogliamo una sanità per tutti, se c’è lo sforamento dei tempi questo va addossato all’azienda sanitaria la quale sarà obbligata a pagare al cittadino la spesa sostenuta per l’intramoenia». L’indagine di Trento. «La seguo con distacco», ha riferito Storace, «perché non è stato preso alcun provvedimento contro l’assessore regionale alla Sanità. In galera sono finiti un esponente politico della Margherita e un amministratore, che non è soggetto politico. Lasciamo fare ai magistrati». La pillola abortiva. Storace ha annunciato un giro di vite. «L’eccezionalità non deve diventare la regola», ha detto, «non si può accettare che la pillola non venga sottoposta alla necessaria sperimentazione. Come responsabile della salute ho il diritto-dovere di sapere se fa male alla donna».
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